Peggy Guggenheim e la sua valigia dell’arte

 

“Si è sempre dato per scontato che Venezia sia la città ideale per una luna di miele ma non solo, è un grave errore: vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.”

Genova –  fino al 4 Settembre al Palazzo Ducale è visitabile “La valigia di Peggy Guggenheim”, mostra dedicata a una grande collezionista del secolo scorso, ripercorrendo la sua vita e il rapporto con gli artisti e le avanguardie dell’epoca.

Peggy Guggenheim: una donna che ha fatto dell’Arte un motivo, uno stile, una ragione di vita. Nata nel 1898 a New York da una famiglia più che benestante ( il Guggenheim Museum di New York è di suo zio), ottiene dopo la morte del padre (era sul Titanic) e diventata maggiorenne, parte della fortuna di famiglia: decide di compiere un viaggio tra le cascate del Niagara e il messico. Una vita già impostata per l’avventura e la scoperta.

Ed è proprio quest’animo avventuroso che la porterà a conoscere gli esponenti delle avanguardie dell’epoca e a emanciparsi dall’ideale di giovane donna dell’alta borghesia perbenista: tanti amanti, una vita sentimentale sicuramente non convenzionale, una grande passione per l’arte senza preconcetti, per i viaggi, per la bella vita.

Dopo aver aperto una libreria a New York, poco più che ventenne, nel 1922 decide di sposarsi, a Parigi, con Laurence Vail, squattrinato artista dadaista, e da lui ha due figli, un maschio (Sinbad) e una femmina (Pegeen Vail Guggenheim), che diverrà artista anch’essa che morirà a 45 anni, di overdose . Grazie al marito artista, a Parigi comincia a frequentare i salotti bohémien e conosce e stringe amicizie con artisti del calibro di  Man Ray, per cui poserà, Constantin Brâncuși e Marcel Duchamp. Il matrimonio con Vail ha vita breve, i due divorziano nel 1928, e dopo essersi invaghita di uno scrittore alcoolizzato conosciuto subito dopo il divorzio  nel gennaio del 1938, a Londra, assieme a Jean Cocteau, inaugura la galleria Guggenheim Jeune: la prima di una lunga serie di collezioni, che la renderanno negli anni la più importante sostenitrice dell’avanguardia europea.

Ed è qui grandi nomi come Henry Moore, Henri Laurens, Alexander Calder, Raymond Duchamp-Villon, Constantin Brâncuși, Jean Arp, Max Ernst, Pablo Picasso, Georges Braque and Kurt Schwitters esporranno le loro opere negli anni a venire. La guerra la riporta in America, e a New York apre nel 1942 Art of This Century, galleria d’arte dove espone tra gli altri uno sconosciuto Jackson Pollock. Nel 1941 si sposa con Max Ernst, ma il matrimonio dura ancora meno del precedente: i due divorziano nel 1943. Con la fine della guerra Peggy si sposta a Venezia, nel 1948, acquistà a Venezia palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, dove si trasferì con le sue opere. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1979, Peggy fu promotrice e ambasciatrice di tutte le avanguardie artistiche dell’epoca. Le sue collezioni, visitabili nei musei di Bilbao, Venezia e New York, comprendono lavori tra gli altri di Giorgio de Chirico, Salvador Dalí, René Magritte e Alberto Giacometti.

 

 

 

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